La storia   versione testuale
Il Motu Proprio emanato da Pio X nel 1903 sulla Riforma della Musica Sacra fiorì idealmente venti anni prima a Treviso: nel 1884, durante un solenne Pontificale in onore di Benedetto XI tenutosi in San Nicolò, don Giovanni Camillotto (1859-1915) diresse la Missa Jesu Nostra Redemptio di Palestrina suscitando grande interesse fra i presenti tra cui Mons. Giuseppe Sarto, futuro Papa Pio X, il quale incoraggiò il Camillotto a proseguire quella strada, divenendone suo estimatore. L’Istituto Diocesano di Musica Sacra di Treviso venne fondato nel Gennaio 1927 per espressa volontà del Vescovo di allora, il Beato Andrea Giacinto Longhin (1863-1936), sull’esempio del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, fondato nel 1911 da San Pio X.
 
Primo direttore fu il sacerdote e musicologo Mons. Giovanni D’Alessi (1884-1969) che resse tale carica fino al 1964. Dopo il Concilio Vaticano II la scuola venne riaperta da don Giovanni Zanatta (1928-1995) che, con il suo zelo, impresse notevole sviluppo alle attività didattiche, dotò la scuola di numerosi strumenti e, nel 1974, avviò la costituzione di un fondo bibliotecario. Nel corso di questi 87 anni di attività l’Istituto ha incentivato l’approfondimento della pratica della Musica Sacra per la Liturgia secondo i dettami del Magistero della Chiesa promulgati nel corso del XX secolo. All’interno di esso si sono avvicendati docenti di fama che hanno conferito un’estetica didattica propria delle Scuole Diocesane di Musica, basti pensare ad Ireneo Fuser (1903-2004), primo docente di Organo fino al 1933; Bruno Pasut (1914-2006), docente di Pianoforte dal 1931 al 1941 e di Organo dal 1941 al 1951; Amedeo Aroma (viv.) e Luigi Celeghin (1931-2012) docenti di Organo dal 1968 al 1972 il primo e dal 1972 al 1977 il secondo.
 
Negli ultimi tempi, fasi alterne hanno portato ad una ridefinizione prettamente giuridica e dall’a.s. 2012/13 l’Istituto ha riacquisito piena autonomia gestionale, prodigandosi per la salvaguardia della cultura musicale legata all’esperienza del “sacro” come pure alla formazione continua della Pastorale musicale per la Liturgia, fonte e culmine dell’azione della Chiesa nella vita cristiana. (Sacrosanctum Concilium, 4/12/63, 9- 10). L’intento è quello di favorire, ovunque ed a qualsiasi livello, una formazione musicale consona alla Ministerialità propria dell’Animazione liturgica, la quale richiede una preparazione più ampia possibile.